GDP — Rivista di AI applicata Rubrica · Prodotti in produzione p. 04

La macchina
che scrive referti

Un referto radiologico costa a un veterinario circa quindici minuti di scrittura. RefertAI lo porta a una manciata di secondi, e lascia la firma dove deve stare: in mano al medico.

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Leggere la lastra non è il problema: quello il veterinario lo sa fare benissimo. Il problema è che dopo averla letta deve scriverla: anamnesi, rilievi, conclusioni, nel formato che la clinica usa da vent'anni. Moltiplicalo per decine di studi al giorno e hai ore di tempo clinico speso a dettare l'ovvio.

RefertAI riceve lo studio DICOM, estrae i rilievi e produce una bozza strutturata: supporta più di sessanta modelli di macchine radiografiche. Il veterinario la corregge dove serve, la firma, la esporta in PDF o Word. Via webhook, il referto torna da solo nel gestionale.

Dietro c'è un dataset da cento gigabyte costruito con expertise accademica di radiologia veterinaria. Davanti c'è una regola non negoziabile: nessuna diagnosi autonoma. L'AI scrive bozze; decide sempre un essere umano. È così per scelta di progetto.

DICOM IN PIPELINE VISIONE + LLM BOZZA REFERTO FIRMA: IL VETERINARIO GESTIONALE CLINICA WEBHOOK
Tav. II — Flusso di refertazionefig. unica

Scheda tecnica

VoceValore
IngressoStudi DICOM; oltre 60 modelli di macchine radiografiche supportati
UscitaBozza di referto strutturata; export PDF e Word
Tempo per bozzasecondi, contro ~15 minuti di scrittura manuale
Dataset100 GB di imaging veterinario, origine accademica
IntegrazioniWebhook verso i gestionali di clinica
Controllo umanoSempre: l'AI non firma, non diagnostica in autonomia
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